Nel libro La resa dei conti, Milena Gabanelli e Simona Ravizza raccontano «l’Italia dei potenti e degli imbrogli contro la forza degli onesti». Un’inchiesta su evasione fiscale, privilegi e sprechi, mentre mancano risorse per i servizi pubblici e per chi ha più bisogno.
In Italia l’evasione sottrae ogni anno circa 80-100 miliardi di euro alle casse pubbliche. Ma il problema non è soltanto economico: chi paga sostiene anche il peso di chi non paga.
La denuncia delle autrici ci invita a guardare anche alle nostre comunità. Sezze ne offre un esempio significativo.
La Corte dei conti, con la deliberazione n. 109/2024/PRSP, ha evidenziato le criticità finanziarie del Comune, impegnandolo in un piano ventennale di riequilibrio.
A fronte di circa 35 milioni di euro di crediti non riscossi, una cifra pari a circa metà del bilancio annuale, si pone una domanda: come migliorare i servizi, ridurre i tributi e sostenere le famiglie in difficoltà senza recuperare quanto dovuto alla collettività?
Anche a Sezze ritroviamo la contrapposizione descritta nel libro: da una parte chi paga regolarmente, spesso con sacrificio; dall’altra chi non paga, continuando a beneficiare dei servizi pubblici.
Un privilegio di fatto, alimentato anche dalle inefficienze di sempre nei controlli e nella riscossione.
Naturalmente bisogna distinguere chi evade da chi non può pagare per reali difficoltà economiche. Rigore verso i primi, solidarietà verso i secondi.
Non servono condoni periodici, ma un programma pluriennale di accertamento e riscossione, con strumenti moderni, controlli tempestivi e risultati verificabili.
«Paghiamo tutti per pagare meno e per aiutare chi ha più bisogno».
Questo principio dovrebbe diventare parte essenziale di ogni programma elettorale.
Ai candidati sindaco occorre chiedere: come intendete recuperare i crediti, rispettare il piano di riequilibrio e destinare le maggiori entrate a tributi più equi, servizi migliori e maggiore solidarietà?
Il libro di Gabanelli e Ravizza ci ricorda che dietro ogni privilegio c’è qualcuno che ne paga le conseguenze.
La resa dei conti deve cominciare anche dai Comuni. A Sezze conosciamo i numeri e i problemi. Ora servono soluzioni concrete.
Perché la vera giustizia fiscale non consiste nel chiedere altri sacrifici a chi ha sempre pagato, ma nel fare in modo che tutti paghino il giusto, per vivere tutti meglio.
